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Conferenza - Pagani, cristiani, barbari, in un’epoca di angoscia.

Sabato 23 maggio 2105, presso la sala convegni del San Biagio Resort si è tenuta la conferenza dal tema: “ Pagani, cristiani, barbari  in un’epoca di angoscia “.

Relatore è stato il nostro socio prof. Gaetano Puglisi, già ricercatore  e docente di Storia Romana presso l’Università di Catania. Moderatore il prof. Nino Pulvirenti già preside emerito.

Il saluto del Presidente Michele Calì  ha aperto l’incontro.

Alla presenza di soci ed officers dei club della Divisione 2 - Etna Patrimonio dell’Umanità- nonché del Lg.te Gov. Carmelo Cunsolo, il prof – Puglisi ha fatto un excursus storico. Frutto delle sue approfondite ricerche, sulle complicate vicende, tradimenti, omicidi, poteri, paganesimo, cristianesimo ecc…che hanno caratterizzato il periodo romano del IV° secolo dopo Cristo. Un periodo che ,grazie alla attenta lettura di  specifici testi in latino ed alla interpretazione traduttiva con ottica piu’ scientifica,  diventa piu’ fruibile pur in  un quadro contorto e complesso che ha visto protagonisti gi attori di quel periodo storico.

Riportiamo qualche passo interpretativo della relazione:

“………..La vicenda storico politica che fa da sfondo alla formazione di Sant'Ambrogio è innanzitutto legata alla figura di Costantino Magno, quell'imperatore che prima di ogni altro contribuì alla cristianizzazione dell'impero romano. Bisogna considerare anche che tale processo non fu perseguito da Costantino Magno con assoluta certezza, se è vero che il culto delSol Invictusrimase valido per l'esercito fino al 324 d.C, e se l'episodio stesso della conversione dell'imperatore nel 312 rimane assai controverso, come pure problematica è l'interpretazione da dare al famoso monogramma che egli aveva fatto porre sulle sue insegne il giorno della battaglia contro il suo rivale, Massenzio, figlio di quel Massimiano, che Diocleziano si era associato nel 286 come augusto, e che per primo aveva elevato Milano a sede imperiale.

L'evento universalmente noto che sancisce l'inizio dell'impero cristiano è l'editto di Milano del 313: in tale editto Costantino Magno si accorda con Licinio (un generale fedele a Diocleziano) su una politica di sostanziale tolleranza religiosa. Va considerato che Licinio non era cristiano, e, personaggio mediocre, applica in modo sostanzialmente indifferente il principio di libertà verso pagani e cristiani, danneggiando la Chiesa, e gettando le premesse per quel conflitto con lo stesso Costantino che gli farà perdere la lotta per il controllo dell'impero, lasciando Costantino padrone della situazione (dal 324 d.C.).

Sotto il regno di Costantino l'affermazione della Chiesa nella società imperiale conosce un potente impulso: il concilio di Arles del 314 sancisce la non incompatibilità del servizio militare con la fede cristiana: un fondamentale cambiamento di atteggiamento verso la realtà in generale, e soprattutto verso lo stato. La religione cristiana non è più da questo momento in poi un rifugio contro la malvagità del secolo, anzi la autorità imperiale viene sempre più coinvolta nelle decisioni della Chiesa, fino a che ci si riferirà al giudizio imperiale (iudicium romanum) per abbattere in Africa la eresia dei donatisti.

Di grande rilievo per la figura e l'opera di Ambrogio vescovo è poi l'evento conciliare di Nicea, del 325, dove Costantino Magno stesso, in qualità di garantesuper partes, influì sulla condanna dell'arianesimo, quella eresia che come è noto, negava la divinità del Cristo, ponendone la figura umana in una situazione di inferiorità rispetto al Padre. Nonostante che Costantino, nell'ultima parte del suo regno, tendesse verso posizioni ariane, e che, proprio per tale motivo, l'arianesimo rimase assai forte nelle comunità cristiane orientali, in questa sede egli seppe riproporsi come il garante dell'unità della Chiesa…..”

La conferenza ha avuto anche un momento di “ spiritualità interiore “ con alcuni  passi di “ flamenco” : una danza che nacque come modo di comunicazione attraverso i movimenti del corpo  fra soggetti che non parlavano la stessa lingua.

La “ dotta “ relazione del prof. Puglisi, così come ha sottolineato il Lg,te Governatore ha chiarito molti punti oscuri delle nostre reminescenze storiche sul periodo in oggetto.

           Acireale, 31 maggio 2015                           Ignazio Mammino

 

   

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